lunedì 29 settembre 2008

Casa numero Sette….Città numero Tre…

A volte mi capita di pensare che mi piacerebbe molto una casa…una casa da arredare, casa nel senso inglese di home….quella di Casa Dolce Casa….

A volte però penso di aver trattato tutte le case in cui ho abitato come mie vivendo lì, i momenti più intensi della mia vita…le litigate, le prime forti delusioni…ma allora perché mi ricordo più i muri bianchi di tutto quello che c’era dentro….di tutte le persone che sono entrate in quelle case? Perchè loro le ricordo come entità astrali, come se fossero delle stelle con una luce così intensa da non dipendere dal colore scuro di nessun cielo????

Perché sono persone e le persone evolvono…mentre le case no…cambiano solo quando le ristrutturi e neanche in quel caso cambiano tanto, rimangono quello che sono…pavimenti, muri e tetto…..

Ora sono nella casa numero sette…nella città numero tre ma lo Stato è sempre quello, la Nazione è sempre quella…..

La casa numero UNO sapeva di libertà…finalmente la libertà…ma solo durante la settimana…meglio di niente però……era pur sempre una porzione di libertà…
La casa numero DUE odorava di spaccatura….di rapporto rotto….di plastica bruciata….di un mozzicone si sigaretta spento sulla mano…sapeva di puzza, di fastidio….di presa in giro…di allontanamento….
La casa numero TRE era la casa che mi ha visto crescere nel vero senso della parola…la casa numero TRE mi ha vista diventare più grande…mi ha vista prendere coscienza di quello che sono…mi ha vista più adulta…mi ha vista mentre urlavo e smettevo di subire…mi ha vista mentre urlavo e strappavo la mia vita da quelle mani invisibili….
La casa numero QUATTRO è stata quella della scoperta….del ritrovamento…della piacevole sorpresa …del freddo…dell’influenza perenne…
La casa numero CINQUE…è stata quella che mi ha insegnato che la vita cambia in un istante…sembra il titolo di un film di serie B, ma è realmente così….è stata la casa della voglia di scoprire…
La casa numero SEI è stata quella che mi ha portato nella città numero due…qui ho imparato a stare sola con me stessa, a piangere per la solitudine, ma a riscoprirmi più forte, qui mi sono presa una pausa momentanea dal mondo…qui ho trovato gemme rare in mezzo al letame della campagna…qui ho imparato che l’intensità dei rapporti si modifica a seconda delle giornate, degli umori, di quanto è realmente importante una persona….

La casa numero SETTE…è quella che mi ha portato nella città numero tre….è una casa piccola….con una scala a pioli che porta ad un soppalco….è una casa piccola in una città grande….in questa casa c’è Lui….è una casa piccolina ma sono qui con Lui…Home sweet Home.
Mary Francis

2 commenti:

giulia pozzobon ha detto...

brividi...bello paola, ti riconosco dentro le tue case. anche in quelle prima di conoscerti. a presto.

Anonimo ha detto...

Grazie giuly! un bacione...ps: ancora auguri auguri auguri!
kissone!

mary